ASCOLTA

LA RADIO

le trasmissioni di Radiogas
sono prive di pubblicità
 

come pagina iniziale
 
nei tuoi preferiti
 




RADIOGAS


CERCA COLLABORATORI A TITOLO VOLONTARIO

Sei un appassionato di musica Rock/pop? hai voglia di far sentire la tua voce?  
Per informazioni: Tel. 339.2262905 (Marco) oppure inviaci una
e-mail
 

 


RADIOGAS ON… DEMO

Se fai musica
Radiogas ha progetti per te!

INDIANA è la trasmissione che ti renderà protagonista
facendo circolare la tua musica
e le tue idee.

Inviaci la demo del tuo gruppo accompagnata
da una breve biografia e foto a:

Radiogas
Via del Seminario 33,
59100 Prato.

per info: Margherita: 333 7257002
 

 


RADIOGAS


CERCA COLLABORATORI A TITOLO VOLONTARIO

Si richiede, anche separatamente, conoscenza di
editing web, html, database o flash. Dateci una mano ad aggiornare e implementare il nostro sito. Se sei  interessato mandaci una 
e-mail
 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 


 

 


 






















 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

REFERENDUM 2007
 
SETTANTA MI DÁ TANTO…
I risultati del referendum interno di Radio Gas
Con i commenti di Marco Monzali
 
I PIU’ GRANDI ARTISTI E GRUPPI DI TUTTI I TEMPI:
01 PINK FLOYD  
02 BEATLES  
  ROLLING STONES  
04 DOORS  
05 LED ZEPPELIN  
06 GENESIS  
07 CURE  
  PEARL JAM  
  QUEEN  
  BRUCE SPRINGSTEEN  
11 CLASH  
  BOB DYLAN  
  JIMI HENDRIX  
  U2  
  TOM WAITS  
16 FABRIZIO DE ANDRÈ  
  RADIOHEAD  
  LOU REED  
  R.E.M.  
  SMITHS  
21 DAVID BOWIE  
  NICK CAVE  
  DEEP PURPLE  
  KING CRIMSON  
  NIRVANA  
  VELVET UNDERGROUND  
 

FRANK ZAPPA

 
28

 
Aerosmith, Black Sabbath, Paolo Conte, Deus, Francesco Guccini, Peter Gabriel, Gun’s’Roses, Iron Maiden, Janis Joplin, Korn, Elvis Presley, Sex Pistols, Stooges.
41





 
Ac/Dc, Syd Barrett, Franco Battiato, Blur, Jeff Buckley, Eric Clapton, John Coltrane, Creedence Clearwater Revival, Dinosaur Jr., Dream Theater, Eels, Brian Eno, Cesaria Evora, Aretha Franklin, Greenday, Jethro Tull, Joy Division, John Lennon, Limp Bizkit, Marlene Kuntz, Massive Attack, Metallica, Joni Mitchell, Van Morrison, Pantera, Porcupine Tree, Red Hot Chili Peppetrs, Slipknot, Soundgarden, David Sylvian, 30 Seconds to Mars, Who, Stevie Wonder, Yes.
     
C’era da aspettarselo. I Pink Floyd stanno al rock come Beethoven sta alla musica classica, un monumento solidissimo, indiscusso e venerato, una specie di simbolo patriottico meta di pellegrinaggio e di gite scolastiche, dove i genitori ti portano da bambino, sussurrandoti felici “Bello, vero?”.
Perfino mio padre, che avrebbe riservato un’intera ala di Auschwitz ai “capelloni”, verso Waters & C. mostrava un certo silenzioso rispetto, astenendosi per una volta dal classico commento “cos’è questo rumore?”. Qualcuno di voi dirà “E i Beatles?”.
I Beatles sono un caso diverso, appartengono alla categoria delle divinità bestemmiabili, tanto che li furono subito contrapposti dei demiurghi, gli Stones, giusto per dare una bandiera a chi pensava di essere troppo brutto, sporco e cattivo per stare dalla parte dei Fab Four.
E quel secondo posto ex-aequo tra le due band simbolo dei Sixties è, a mio parere, uno degli aspetti più geniali di questo piccolo carotaggio dei gusti del rockettaro all’altezza dell’anno domini 2007, punto d’incontro temporale tra quattro generazioni di giovani e ex-giovani, tutti alla fine d’accordo nel decretare che tra Lennon & Mc Cartney e Jagger & Richards sarà per sempre pareggio, anche al millesimo rigore supplementare.
Ora si potrà dire che la nostra comunità radiogassosa ha un vizio genetico di fondo, quello di essersi radunata dietro il veronesiano grido di battaglia “gli anni ’70 della mente”, ma ho la netta sensazione che anche un eventuale allargamento universale al nostro sondaggino interno ne confermerebbe il verdetto di fondo, che il rock ha avuto un’Età dell’Oro, concentrata soprattutto nel decennio 65-75, con propaggini che si spingono fino agli estremi delle due decadi.
Il quadro delle prime posizioni della categoria più importante è impressionante: le prime sei posizioni sono monopolizzate dalla Golden Age, più in basso troviamo gruppi o artisti come Clash, Cure, Springsteen e U2 che, pur avendo vissuto lo zenit delle loro carriere negli ’80, hanno comunque iniziato ad incidere nella seconda metà dei ’70. Le uniche presenze veramente straniere sono i due pilastri del grunge, Nirvana e Pearl Jam, il gruppo simbolo dei ’90, i Rem, e quella che è l’ultima grande band apparsa sul pianeta, i Radiohead, unico tributo autentico che il popolo di Radio Gas concede alla contemporaneità.
Insomma, non è che sono mancati i colossi negli ultimi trenta anni, è che non c’è più stata “quella” concentrazione di grandissimi talenti.
A meno che la spiegazione stia tutta nelle leggi della cronologia per cui, a parità di qualità, vince chi una cosa l’ha fatta per prima.
E non sottovalutiamo poi la potenza della lobby dei “veci” che sugli eroi della loro adolescenza hanno fatalmente concentrato i loro voti.
Altre osservazioni a margine. Intanto, una certa prevalenza della Perfida Albione sugli States. Non c’è niente da fare, da bravi europei facciamo una certa fatica ad allinearci col modo più ruspante e diretto che gli yankees hanno di fare musica, siamo più concettosi e, forse, troppo intellettualizzati per gustarci a pieno il rock made in USA, tanto che tra i primi dieci provengono dall’oltre Atlantico solo i Doors di Jim Morrison (che però, guarda caso, ci teneva ad apparire più poeta che rockstar) e il working class hero Springsteen, lui sì americano “centopercento”, tra l’altro primo tra gli artisti singoli.
Poi, alcune assenze impreviste e alcune presenze sorprendenti.
Tra queste ultime, l’eccellente risultato di Lou-Lou Reed, sia da solo che in versione Velvet: non me l’aspettavo così in alto, meglio così.
Clamorosa l’assenza della Smith (votata solo dal sottoscritto, ahimè), deludentissima la performance dei Red Hot Chili Peppers, ignorati dai vecchi e ritenuti dei traditori dai giovani. Il metal, in tutte le sue varianti, si conferma genere di nicchia mentre meglio vanno il punk e il dark che portano su rispettivamente Clash e Cure. Ma la vera sconfitta, mi pare, è la New Wave, ignorata anche nei gruppi migliori (Talking Heads, Depeche Mode, gli stessi Police). Un ripudio quasi ideologico per un genere e una decade sentiti come contrapposti alla Golden Age.
 
     
I MIGLIORI ALBUM DI TUTTI I TEMPI:  
01 THE DARK SIDE OF THE MOON (Pink Floyd)  
02

VELVET UNDERGROUND WITH NICO

 
03 GRACE (Jeff Buckley)  
  LONDON CALLING (Clash)  
  SGT. PEPPER’S LONELY HEARTS CLUB BAND (Beatles)  
06 LED ZEPPELIN II  
  NEVER MIND THE BULLOCKS (Sex Pistols).  
  THE RISE AND FALL OF ZIGGY STARDUST (David Bowie)  
  TRANSFORMER (Lou Reed)  
  WHITE ALBUM (Beatles)  
  WISH YOU WERE HERE (Pink Floyd)  
12 APPETITE FOR DESTRUCTION (Gun’s’Roses)  
  HEROES (David Bowie)  
  JOSHUA TREE (U2)  
  LED ZEPPELIN I  
  LED ZEPPELIN III  
  NEVERMIND (Nirvana)  
  OK COMPUTER (Radiohead)  
  PORNOGRAPHY (Cure)  
  THE DOORS  
  THE WALL (Pink Floyd)  
  TOMMY (Who)  
23













 
“Abbey Road” (Beatles), “A Beatiful Lie” (30 Seconds to Mars), “Ambient 2” (H. Budd & Eno), “Aqualung” (Jethro Tull), “Atom Heart Mother” (Pink Floyd), “Automatic for the people” (R.E.M.), “Black Album” (Metallica), “Bleach” (Nirvana), “17 Re” (Litfiba), “Disintegration” (Cure), “Electric Ladyland” (Jimi Hendrix), “Get a Grip” (Aerosmith), “Hatful of Hollow” (Smiths), “Highway 61 revisited” (Bob Dylan), “Hot Rats” (Frank Zappa), “Hunky Dory” (David Bowie), “In the court of Crimson King” (King Crimson), “Machine Head” (Deep Purple), “Made in Japan” (Deep Purple), “MTV Unplugged” (Nirvana), “Nursery Crime” (Genesis), “Paranoid” (Black Sabbath), “Rain Dogs” (Tom Waits), “Regatta the Blanc” (Police), “Soundscapes” (Robert Fripp), “Swordfishtrombones” (Tom Waits), “Ten” (Pearl Jam), “The Idem Crash” (Deus), “The Lamb Lies down on Broadway” (Genesis), “Travels” (Pat Metheny), “What’s going on” (Marvin Gaye).
     
Che dire? Che “Dark Side” sia l’Album per antonomasia, è cosa nota. L’unico pericolo che correva era quello proprio di essere “troppo” conosciuto, “troppo” osannato. Bravi i suoi elettori a fregarsene.
Sorprendono invece, e parecchio, le altre posizioni sul podio.
Che il disco della “banana” arrivasse secondo, non l’avrei proprio mai detto, ma che lo sia arrivato è titolo di gran merito ai ns. conduttori, essendo un disco di una bellezza straordinaria. Delle tre medglie di bronzo, una è pressochè scontata (indovinate quale?), le altre due sono inaspettate, anche se l’amore che il corpo sociale di Radio Gas ha per Buckley jr. e per Strummer e soci è cosa nota e stranota.
Curioso poi il successo nel derby zeppeliniano del secondo album sul primo e sul terzo, successo che risolve (si fa per dire) un’annosissima questione.
L’elenco dei primi venti è comunque di eccellente fattura complessiva, molto meglio di analoghe liste recentemente compilate da alcuni Soloni della critica (vero, Gastaldo?).
     
     
MIGLIOR BRANO DI SEMPRE:  
01 STAIRWAY TO HEAVEN (Led Zeppelin)  
02 SHINE ON YOU, CRAZY DIAMOND (Pink Floyd)  
03 BOHEMIAN RAPSODY (Queen)  
  IMAGINE (John Lennon)  
  LIKE A ROLLING STONE (Bob Dylan)  
  SYMPATHY FOR THE DEVIL (Rolling Stones)  
  THE END (Doors)  
  THE MUSICAL BOX (Genesis)  
  VOODOO CHILE (Jimi Hendrix)  
10












 
“A day in the life” (Beatles), “Angie” (Rolling Stones), “Black” (Pearl Jam), “Born to Run” (Bruce Springsteen), “Child in Time” (Deep Purple), “Civil War” (Gun’s’Roses), “Every Breath You Take” (Police), “Good Vibration” (Beach Boys), “Grace” (Jeff Buckley), “Hallelujah” (Jeff Buckley), “Heroes” (David Bowie), “Hey Jude” (Beatles), “Il testamento di Tito” (Fabrizio De Andrè), “Kashmir” (Led Zeppelin”), “Kimberly” (Patti Smith), “Life on Mars” (David Bowie), “Light my fire” (Doors), “Little Wing” (Jimi Hendrix), “London Calling” (Clash), “Master of Puppets” (Metallica), “One” (U2), “Paranoid Android” (Radiohead), “Rain and Tears” (Aphrodite’s child), “Rearview Mirror” (Pearl Jam), “Since I’ve Been Loving You” (Led Zeppelin), “Songs to the Siren” (Tim Buckley), “Strawberry fields forever” (Beatles), “Supper’s ready” (Genesis), “Thunder Road” (Bruce Springsteen), “With or Without You” (U2).
     
Qui la dispersione di voti, come direbbe Veltroni, è stata massiccia. Il leggendario “pezzone” di Page & Plant ha impedito ai Floyd il Grande Slam, relegando il brano dedicato a Barrett al secondo posto.
Discutibile il terzo posto assegnato a “Simpathy for the Devil” che senz’altro non è il brano più bello nè rappresentativo degli Stones: chissà perché, ma ho la forte sensazione che qui Papa Ratzinger c’entri qualcosa…
     
     
MIGLIOR ARTISTA O GRUPPO ITALIANO DI SEMPRE:  
01 FABRIZIO DE ANDRÈ  
02 LUCIO BATTISTI  
03 FRANCO BATTIATO  
04 PAOLO CONTE  
  PREMIATA FORNERIA MARCONI  
06 FRANCESCO GUCCINI  
  LITFIBA  
  VASCO ROSSI  
09 RINO GAETANO  
  LUIGI TENCO  
11 AFTERHOURS  
  VINICIO CAPOSSELA  
  FRANCESCO DE GREGORI  
  MARLENE KUNTZ  
  MINA  
  ROBERTO VECCHIONI  
17 CCCP  
  SLUCIO DALLA  
  SIVANO FOSSATI  
  NOMADI  
  SUBSONICA  
22

 
Alice, Fred Buscaglione, Caparezza, Pino Daniele, Elio e le Storie Tese, Ivan Graziani, Ligabue, Linea 77, Negrita, Orme, Giuni Russo, Tre Ragazzi Allegri Morti, Vanilla Sky, Zucchero.
     
Altro voto di natura genetica se è vero com’è vero che già dal primo giorno di trasmissioni dichiarammo che non sarebbe trascorso giorno senza che Radio Gas non avesse passato almeno un brano del buon vecchio Faber. Non scontato invece il secondo posto a Battisti, artista che all’epoca era ritenuto da molti troppo commerciale. Il primo…dei viventi è così risultato Battiato, che qualcuno sussurra sia stato sostenuto da una setta segreta di adoratori del mistico siciliano. In positivo sorprende il successo di Pfm e Litfiba (votati in blocco dai conduttori fiorentini), mi sarei aspettato invece qualcosa di più per De Gregori e Capossela e anche per il buon Vasco.
     
     
MIGLIOR ALBUM ITALIANO DI SEMPRE:  
01 RIMMEL (Francesco De Gregori)  
02 LA VOCE DEL PADRONE (Franco Battiato)  
03 LA BUONA NOVELLA (Fabrizio De Andrè)  
04 EMOZIONI (Lucio Battisti)  
  NON AL DENARO, NE’ ALL’AMORE, NE’ AL CIELO (Fabrizio De Andrè)
06 CANZONI A MANOVELLA (Vinicio Capossela)  
  17 RE (Litfiba)  
  IN CONCERTO CON LA PFM (Fabrizio De Andrè)  
09







 
“Aguaplano” (Paolo Conte), “Bollicine” (Vasco Rossi), “Burattino senza fili” (Edoardo Bennato), “Catartica” (Marlene Kuntz), “Desaparecido” (Litfiba), “Il nostro caro angelo” (Lucio Battisti), “Liberi liberi” (Vasco Rossi), “L’Ombrello e la macchina da cucire” (Franco Battiato), “Modì” (Vinicio Capossela), “Nero a metà” (Pino Daniele), “Paris Milonga” (Paolo Conte), “Patriots” (Franco Battiato), “Radici” (Francesco Guccini), “Storia di un impiegato” (Fabrizio De Andrè), “Storia di un minuto” (Premiata Forneria Marconi), “Volume 3” (Fabrizio De Andrè).
     
De Gregori, clamorosamente sconfitto nella categoria generale, si prende la rivincita negli album vincendo, un po’ a sorpresa, con il suo album più famoso (ma non il più bello). In linea il secondo posto della “Voce del Padrone”, l’album italiano degli ’80 per eccellenza, mentre non avrei certo dato per terzo “La buona novella”, uno delle produzioni più noiose di De Andrè, preferito, chissà perché, ad un capolavoro come “Non al denaro, né all’amore, né al cielo”.
     
     
MIGLIOR BRANO ITALIANO DI SEMPRE:
01 IMPRESSIONI DI SETTEMBRE (Premiata Forneria Marconi  
02 IL CIELO IN UNA STANZA (Gino Paoli)  
03 LA DONNA CANNONE (Francesco De Gregori  
04








 
“Ciao amore ciao” (Luigi Tenco), “Coda di lupo” (Fabrizio De Andrè), “Emozioni” (Lucio Battisti), “Fiori di Rosa, fiori di pesco” (Lucio Battisti), “Gli angeli” (Vasco Rossi), “I giardini di marzo” (Lucio Battisti), “La canzone dell’amore perduto” (Fabrizio De Andrè), “La Cura” (Franco Battiato), “La Locomotiva” (Francesco Guccini), “Mio fratello è figlio unico” (Rino Gaetano), “Modì” (Vinicio Capossela), “Nostalgia nell’aria” (Marlene Kuntz), “Prospettiva Nevskij” (Franco Battiato), “Sally” (Vasco Rossi), “Servi della gleba” (Elio e le Storie Tese), “Un giorno dopo l’altro” (Luigi Tenco), “Vecchio frac” (Domenico Modugno).
 
Quando si va sui brani singoli, la dispersione dei voti è inevitabile. Personalmente ritengo la vittoria di “Impressioni di Settembre” la più inattesa e anche, sinceramente, la meno meritata tra quelle proclamate dal referendum. Sarà anche che mi porto dietro un’antica disi stima per il gruppo di Mussida e Pagani (viva il Banco…) ma con le tantissime belle canzoni che lo Stivale ha prodotto… Mah, dissenso e riprovazione. Molto meglio i due argenti, quelli sì degli straordinari capolavori.
     
     
MIGLIOR VOCALIST UOMO:
01 ROBERT PLANT (Led Zeppelin)  
02 FREDDY MERCURY (Queen)  
03 JEFF BUCKLEY  
  EDDIE VEDDER (Pearl Jam)  
05 TOM WAITS  
06 BONO VOX (U2)  
  TIM BUCKLEY  
08



 
Antony, David Bowie, Nick Cave, Leonard Cohen, John Fogerty (Creedence Clearwater Revival), Ian Gillan (Deep Purple), Jim Morrison (Doors), Morrissey (Smiths), Elvis Presley, Layne Staley (Alice in Chains), Demetrio Stratos (Area), Stevie Wonder, Thom Yorke (Radiohead).
     
Plant è invece la classica vittoria annunciata, ekkekazz, pareggiato solo dalla famiglia Buckley schierata al completo. Prevalgono i falsetti e i tenori sui baritoni, capitanati dal grande Vedder, mentre l’enorme Waits tiene alta la fuligginosa bandiera dei cartavetrati. Bella classifica, giusta e abbastanza completa, anche se qualcosa in più a Yorke e molto in meno a Morrissey non avrebbe guastato. Augh, ho detto.
     
     
MIGLIOR VOCALIST DONNA:
01 JANIS JOPLIN  
02 ARETHA FRANKLIN  
03 MINA  
04 NINA SIMONE  
05 BILLIE HOLLIDAY  
  ANNIE LENNOX (Eurythmics)  
  NATALIE MERCHANT (10.000 Maniacs)  
  GRACE SLICK (Jefferson Airplane)  
  PATTI SMITH  
10 ELLA FITZGERALD  
  JONI MITCHELL  
12
 
Joan Armatrading, Cristina Donà, Elisa, Lisa Gerrard (Dead Can Dance, Shirley Manson (Garbage), Gianna Nannini, Patty Pravo.
 
Tra le femminucce prevalgono due femminacce come la Joplin e la Franklin, una nera vera e una acquisita. Il terzo posto viene ingiustamente negato a Nina Simone dall’imprevedibile exploit di Mina, evidente frutto di un complotto della comunità gay aziendale. Apprezzabili i buoni piazzamenti della Holliday e della Merchant.
     
     
MIGLIOR  CHITARRISTA:
01 JIMI HENDRIX  
02 DAVE GILMOUR (Pink Floyd)  
03 ERIC CLAPTON (Cream)  
  CARLOS SANTANA  
  FRANK ZAPPA  
06 RITCHIE BLACKMORE (Deep Purple)  
  DIMEBAG DARRELL (Pantera)  
  ROBERT FRIPP ((King Crimson)  
  SLASH (Guns’n’Roses)  
10

 
Dave Burland, Nick Drake, George Harrison (Beatles), Mark Knopfler (Dire Straits), Alvin Lee (Ten Years After), Jimmy Page (Led Zeppelin,  Django Reinhardt, The Edge (U2).
     
A distanza di quasi 40 anni il chitarrismo barocco di Hendrix ammalia ancora grandi e piccini, tanto da farne il successo più schiacciante di tutto il sondaggione. Altrettanto netto il secondo posto di Gilmour mentre l’anti-Hendrix per definizione, Manolenta Clapton, si deve accontentare del terzo posto in coabitazione con altri due mostri sacri, Santana e Zappa. Tra gli “acustici” (che forse meritavano una categoria a parte) prevalgono invece Burland, Drake e Reinhardt.
     
     
MIGLIOR  BASSISTA:
01 JACO PASTORIUS  
02 PAUL SIMONON (Clash)  
03 FLEA (Red Hot Chili Peppers)  
04 Tony Levin e Charlie Mingus  
     
Strumento poco vistoso il basso, per cui voti pochi e poco tecnici. Il club jazzofilo interno fa vincere Pastorius, i punkettari tirano su Simonon mentre il bravissimo Flea riscatta in parte la netta sconfitta dei Chili Peppers.
     
     
MIGLIOR  BATTERISTA:
01 OOHN BONHAM (Led Zeppelin)  
  MIKE PORTNOY (Dream Theatre)  
03 STEWART COPELAND (Police)  
  MITCH MITCHELL  
  RINGO STARR (Beatles)  
     
“Bonzo” Bonham è un monumento, fosse non solo per “Moby Dick”. Portnoy è invece la medaglia portata a casa dai metallari. Giusto il terzo posto di Copeland, mentre è stata avviata azione disciplinare verso quei due sciagurati che hanno votato Ringo Starr.
     
     
ALTRI STRUMENTI:
01 JOHN COLTRANE  
02 IAN ANDERSON (Jethro Tull)  
  MILES DAVIS  
  BRIAN ENO  
  MAURO PAGANI (Premiata Forneria Marconi)  
 
Marco Milanesi da oggi si sentirà meno solo. Certo vedere Miles Davis affiancato da Mauro Pagani.
     
     
MIGLIORI ARTISTI O GRUPPI EMERGENTI:
01 I MINISTRI  
02
 
Antony & The Johnsons, Arctic Monkeys, Decemberist, Editors, Okkervil River, Amy Winehouse.
     
Trattasi dei Ministri italiani, da non confondersi con il quasi omonimo gruppo anglosassone. Risultato toalmente inaspettato, dovuto anche alla fortissima dispersione dei voti che c’è stata in questa categoria dalla non facile definizione. Di assoluto valore comunque la pattuglia dei secondi.
     
     
MIGLIOR ALBUM 2007:
01 IN RAINBOW (Radiohead)  
02 TWELVE (Patti Smith)  
03 LA QUINTA STAGIONE (Cristina Donà)  
  STAGE NAMES (Okkervil River)  
05



 
“An end has a start” (Editors), “Boxer” (The National), “Echoes, Silence, Patience & Grace” (Foo Fighters), “La finestra” (Negramaro), “Lifeline” (Ben Harper), “Live in Dublin” e “Magic” (Bruce Springsteen), “Songs of mass destruction” (Annie Lennox), “The Good, the Bad and the Queen”, “We are the night” (Chemical Brothers).
     
Come ho detto sopra, I Radiohead sono l’ultima, vera grande band apparsa sul pianeta. E allora ben venga questo primo posto assegnato a un disco che resta parecchie lunghezze sotto ai capolavori di Yorke & C.. Molto ha fatto l’insolito mezzo di distribuzione dell’album, apparso comunque in forma “fisica” nei negozi proprio negli ultimi giorni dell’anno. Una forma di tributo è probabilmente anche il secondo posto assegnato all’album di cover della Smith, bello ma furbo e furbo ma bello. Chapeau alla Donà e agli Okkervil River, ma in questa categoria dl sondaggione c’è, diggiamolo, la sintesi di un anno non esaltante.
     
     
MIGLIOR BRANO DELL’ANNO:
01 REHAB (Amy Winehouse)  
  SOCIETY (Eddie Vedder)  
  THE PRETENDER (Foo Fighters)  
     
Dove la dispersione dei voti si fa polverizzazione. Che poi in tre casi il voto si sia ripetuto è più cronaca che altro. Anche se “Society” è veramente molto bello.
     
MIGLIORI EMERGENTI ITALIANI:
01 TOY ORCHESTRA voti  
02 AMOR FOU  
  NEGRAMARO  
  TEATRO DEGLI ORRORI  
     
E i Ministri? Qui, temo, ha vinto la confusione. E i Toy Orchestra? Ah, saperlo…
     
     
ALBUM ITALIANO DELL’ANNO:
01 GRAZIE (Gianna Nannini)  
  IL VUOTO (Franco Battiato)  
     
Idem come sopra, con il disco della Donà che viene votato tre volte come disco dell’anno in assoluto e una volta sola come miglior disco italiano, sovvertendo l’aristotelica regola del “meno che sta nel più”. Quanto ai cosiddetti vincitori, giusto il riconoscimento all’album della senese, assai meno a quello di Battiato.
     
     
BRANI ITALIANI DELL’ANNO:
01 UNIVERSO (Cristina Donà)  
  UNO (Marlene Kuntz)  
     
Poche idee, e confuse. Ottengono due voti solo la bella song della Donà e il noiosetto e pretenzioso brano dei Marlene Kuntz. Uno, Universo e Centomila.
 

 

     

RADIO GAS
solo buona musica... senza pubblicità

 

©RADIO GAS 2006-08