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LE RUBRICHE DI RADIOGAS - Cinema |
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MEDUSE
(Meduzot)
REGIA: Shira Geffen, Etgar Keret
CAST: Gera Sandler, Sara Adler,
Noa Knoller, Nikol Leidman,
Ma-Nenita De Latorre, Zaharia
Harifai, Ilanit Ben Yaakov.
NAZIONE: Israele/Francia
ANNO: 2007 |
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Shira Geffen ed Etgar Keret sono
due scrittori, lei scrive
soprattutto per il teatro, lui
per il cinema. Durante una
vacanza lavoro in Grecia
partoriscono una sceneggiatura
che li esalta e al ritorno dal
viaggio cominciano a proporla a
vari registi, questi però non
sembrano condividere il loro
entusiasmo ed i due decidono di
cimentarsi nella regia per dar
vita alla loro creatura. Nasce
così “Meduse”, una pellicola che
non dura neanche un’ora e mezza
ma di una intensità davvero
rara.
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Il film è ambientato a Tel Aviv
ma della guerra non arriva
neanche una lontana eco. Keren
si è appena sposata; costretta a
rimandare il viaggio ai Caraibi
perché si è rotta una gamba il
giorno delle nozze passerà la
luna di miele in un albergo
della città. Batya ha perso il
lavoro, ha perso l’amore, ma
sulla spiaggia ha trovato una
bambina, uscita dalle onde con
il salvagente a strisce. Joy è
filippina ed è in Israele per
lavorare come badante; si
scontra con una lingua che non
conosce e con un’anziana
scorbutica nell’attesa di
raggiungere suo figlio per il
giorno del suo compleanno.
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Il mare è al centro di queste
tre storie. Un mare su cui
queste vite galleggiano,
facendosi trasportare dai
flutti, cercando di non arenarsi
sulla sabbia, come meduse, ma di
spiegare le vele e prendere il
largo, poco importa quale sia la
destinazione.
Questa pellicola ha fatto
innamorare Nanni Moretti (che la
distribuisce), ma soprattutto ha
vinto la Camera D’or come
migliore opera prima a Cannes.
Si tratta di un film commovente
in ogni suo fotogramma, un film
delicato e coraggioso con una
sceneggiatura davvero ben
scritta. I personaggi incantano
ed appassionano, all’uscita
dalla sala rimane appiccicato
addosso il ricordo della bambina
che esce dall’acqua, ed i colori
pastello delle immagini
contribuiscono a conferire al
film un’atmosfera
onirica e incantatrice.
Avendo trovato poco spazio nelle
sale cinematografiche italiane,
bisogna tribolare un po’ per
andarselo a vedere, ma le
emozioni che suscita ripagano
decisamente del sacrificio. |
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Anna B. |
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