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APPUNTI PER LA DISTRUZIONE

di Simone Scafidi (Italia, 2007)
Con Andrea Riva de Onestis, Irene Serini, Nicole Vignola
 
Interventi: Ferruccio Parazzoli, Antonio Franchini, Marco Monina, Bruno Pischedda, Massimo fini, Marco Pannella, Moni Ovadia, Maurizio Blondet, Gabriele Mandel, Giancarlo Simonetti, Vito Mancuso, David Peace

Il documentario uscirà a inizio del 2008 con il secondo scritto inedito di Dante Virgili “Medito della sopravvivenza” a cura della Pequod .
 
Simone Scafidi, giovane regista milanese, ha dedicato il suo secondo lungometraggio alla figura dello scrittore maledetto Dante Virgili, intervistando vari personaggi che lo hanno conosciuto o che sono rimasti colpiti dal suo primo romanzo “La distruzione”, con l’intento di comprendere il valore letterario e politico della sua opera.

Il documentario è composto da interviste classiche a esponenti di rilevo del mondo editoriale, politico e letterario che integrano una parte di fiction ispirata dall’opera e alla vita dello scrittore interpretate da Andrea Riva de Onestis, attore emergente già protagonista del primo lungometraggio di Scafidi, “Gli arcangeli”.

I primi interventi sono interessanti ed utili per capire quale sia stato il piccolo terremoto scatenato all’interno della Mondadori nel 1968 quando il dattiloscritto de’ “ La distruzione” divise le alte sfere della casa editrice tra chi considerava l’opera una provocazione priva di valore e chi, al contrario, le riconosceva qualità che al di là del messaggio di natura neo nazista avevano una forza letteraria degna di nota. Solo nel 1970 la corrente che propendeva per la pubblicazione prevalse dopo due anni di dibattito intenso e serrato al quale non corrispose un successo di pubblico sperato.

La seconda parte del lavoro di Scafidi, sposta l’attenzione sul messaggio dell’opera virgiliana e su quanto labile fosse il confine tra la vita di Dante Virgili ed il suo alter ego letterario, su quanta della brutalità e dell’odio che riversava nella pagina scritta facesse parte anche della sua vita reale .

Il discorso, nella parte finale del lungometraggio, staccandosi dalla figura dello scrittore, amplia gli orizzonti della ricerca grazie allo spessore degli interventi, alzando il tiro fino a porre la questione relativa alla valenza del male, su come l’uomo debba interpretarlo, viverlo.

Dante Virgili, reietto, maledetto ed affascinante, unico nella letteratura italiana, inneggia ad Hitler ed allo sterminio del genere umano come estrema medicina, trova piacere nell’infliggere dolore e nell’umiliare il prossimo, non nasconde la propria frustrazione di piccolo borghese represso che ha visto negli occhi delle SS la potenza e che non sopporta di prendere ordini da un ometto qualunque.

Mette in difficoltà il lettore che si vede costretto a schierarsi, ad odiarlo.
Scafidi oltre a meritare un encomio per aver affrontato un argomento tanto spinoso e pericoloso con maturità e assenza di giudizio tipica dei buoni giornalisti, dimostra capacità registiche che palesano una personalità rara in un periodo, a dire il vero iniziato qualche centinaio di anni fa, di qualunquismo imperante.
 

Inviato Morellik

 

   
     

 

 

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